Guida ai prodotti
Pulizie ecologiche: che cosa significano Ecolabel UE e CAM
Un servizio di pulizia «ecologico» può voler dire detergenti con un marchio ambientale, meno prodotto sprecato o panni lavabili al posto di quelli usa e getta. Perché la promessa sia controllabile servono criteri scritti. In Europa il riferimento per i prodotti è il marchio Ecolabel UE; in Italia, per gli appalti pubblici, ci sono i Criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di pulizia.
Questa guida spiega che cosa garantisce l’Ecolabel UE, come controllare che un detergente lo abbia davvero, che cosa chiedono i CAM e quali di quei requisiti un condominio o un’azienda può inserire nel proprio contratto. Il significato dei simboli di pericolo è spiegato nella guida sulle etichette dei detergenti.
Che cosa garantisce l’Ecolabel UE
Secondo l’ISPRA, l’Ecolabel UE contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, hanno un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita. È un’etichetta volontaria di tipo 1 secondo la norma ISO 14024, regolata dal Regolamento (CE) n. 66/2010 e certificata da un organismo indipendente.
Per i detergenti per superfici dure, cioè multiuso, prodotti per cucine, vetri e sanitari, i criteri sono quelli della Decisione (UE) 2017/1217, valida sia per l’uso domestico sia per quello professionale. Secondo la Commissione europea il marchio garantisce un uso limitato di sostanze pericolose, materie prime da fonti sostenibili e imballaggi riciclabili.
Questi criteri valgono fino al 31 dicembre 2026. A inizio novembre 2026 i nuovi criteri, da applicare dal 2027, erano ancora in fase di approvazione; il progetto della Commissione prevede che le licenze già rilasciate restino utilizzabili fino alla fine del 2028.
Esiste anche un Ecolabel UE per i servizi di pulizia (Decisione 2018/680): lo ottiene l’impresa, per il servizio che svolge. Secondo l’ISPRA richiede sette criteri obbligatori, tra cui almeno il 50% di prodotti con marchio ecologico, sistemi di dosaggio, almeno il 50% di tessili in microfibra riutilizzabili e formazione del personale, più un numero sufficiente di criteri facoltativi.
Come verificare un detergente
Sul prodotto deve comparire, oltre al logo, il numero di licenza. Ha la forma Paese/gruppo di prodotti/numero: in IT/020/025, per esempio, IT indica l’Italia e 020 il gruppo dei prodotti per la pulizia di superfici dure. Per controllarlo:
- cerca il numero di licenza, il nome del prodotto o del produttore nel catalogo ECAT della Commissione europea;
- per i prodotti con licenza italiana puoi usare anche l’elenco dei prodotti certificati sul sito dell’ISPRA.
Diciture come «eco», «green» o «naturale» senza un marchio e un numero verificabili non dicono quali criteri il prodotto rispetti. Anche un detergente Ecolabel resta un prodotto chimico: si usa alla diluizione indicata e non si mescola con altri prodotti.
Che cosa chiedono i CAM per le pulizie
I Criteri ambientali minimi per il servizio di pulizia e sanificazione sono stati adottati con il decreto del Ministero dell’ambiente del 29 gennaio 2021, corretto il 24 settembre 2021, e sono ancora in vigore. Le pubbliche amministrazioni devono inserirne nei bandi almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali (articolo 57 del d.lgs. 36/2023). Per condomini e aziende private non sono obbligatori, ma i loro requisiti sono un buon elenco di richieste verificabili.
| Requisito | Che cosa prevedono i CAM | Che cosa chiedere all’impresa |
|---|---|---|
| Detergenti | Ecolabel UE o un’etichetta equivalente conforme alla ISO 14024, come Nordic Ecolabel o Blauer Engel; in alternativa prodotti concentrati con diluizione di almeno 1:100 e prove di laboratorio | L’elenco completo dei detergenti che userà, con i numeri di licenza |
| Dosaggio | Sistemi di dosaggio o di diluizione automatica che non lascino la diluizione a occhio | Quali sistemi usa: flaconi dosatori, capsule o diluitori |
| Panni e mop | Tessili riutilizzabili in microfibra per le pulizie a bagnato; vietati i mop a frange e, salvo motivi di sicurezza, i tessili monouso | Se usa panni e mop in microfibra lavabili |
| Profumatori | Vietati i prodotti con funzione solo deodorante o profumante | Di non usarli se non li hai richiesti |
| Formazione | Almeno 16 ore di formazione e 8 di affiancamento; i nuovi assunti vanno formati prima di entrare in servizio | Il programma di formazione degli addetti |
In un contratto privato questi punti diventano obblighi solo se li scrivi nel contratto o nel capitolato. Chiedili in forma controllabile, per esempio con l’elenco dei prodotti e dei numeri di licenza, che si verifica in pochi minuti nel catalogo ECAT.
Domande frequenti
Un detergente Ecolabel pulisce meno?
I criteri Ecolabel comprendono anche la prestazione: secondo l’ISPRA il marchio riguarda prodotti che garantiscono elevati standard prestazionali con un impatto ambientale ridotto.
I CAM sono obbligatori per un condominio o un’azienda?
No, sono obbligatori per le pubbliche amministrazioni. Un condominio o un’azienda può richiamarli nel contratto con l’impresa, e da quel momento valgono come clausole concordate.
Fonti
- ISPRA, Che cos’è Ecolabel UE
- ISPRA, Rapporti 397/2024 sui servizi di pulizia
- Commissione europea, EU Ecolabel: cleaning
- Commissione europea, catalogo dei prodotti Ecolabel (ECAT)
- Decreto ministeriale 29 gennaio 2021, Criteri ambientali minimi per il servizio di pulizia e sanificazione
- Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, CAM vigenti
- D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, articolo 57
