Guida ai termini

Pulizia, disinfezione e sanificazione: che differenza c’è

A cura di GoPulizie · Aggiornata il

Pulizia, igienizzazione, disinfezione e sanificazione si usano spesso come sinonimi, nei preventivi come sulle etichette dei prodotti. La legge definisce pulizia, disinfezione e sanificazione come attività distinte e chiede requisiti in più alle imprese che offrono la sanificazione; «igienizzazione» è invece un termine commerciale.

Questa guida spiega le definizioni del DM 274/1997, la differenza fra detergente, igienizzante e disinfettante autorizzato, chi può svolgere ciascuna attività e come leggere un preventivo che promette di sanificare.

Le definizioni di legge

Il DM 274/1997, il regolamento della legge 82/1994 sulle imprese di pulizia, definisce cinque attività. La tabella riassume le definizioni dell’articolo 1 con un esempio per ciascuna.

Le attività definite dal DM 274/1997
AttivitàChe cosa faEsempio
PuliziaRimuove polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati e aree di pertinenza.Lavaggio dei pavimenti, pulizia di sanitari e scrivanie.
DisinfezioneRende sani ambienti confinati e aree di pertinenza distruggendo o inattivando i microrganismi patogeni.Disinfettante autorizzato sui sanitari già puliti.
DisinfestazioneDistrugge piccoli animali, in particolare artropodi come insetti e acari, e specie vegetali non desiderate.Trattamento contro scarafaggi o zanzare.
DerattizzazioneElimina ratti e topi o ne riduce la popolazione sotto una certa soglia.Esche in postazioni controllate e verificate.
SanificazioneRende sani gli ambienti con pulizia, disinfezione o disinfestazione, oppure controllando e migliorando microclima, illuminazione e rumore.Pulizia e disinfezione di un ambiente, con verifica della ventilazione.
Sintesi delle definizioni dell’articolo 1 del DM 7 luglio 1997, n. 274.

La sanificazione è quindi la più ampia: può comprendere pulizia, disinfezione e disinfestazione, oppure il controllo di temperatura, umidità, ventilazione, illuminazione e rumore.

Detergente, igienizzante e disinfettante

  • detergente: rimuove sporco e grasso; è il prodotto della pulizia ordinaria;
  • igienizzante: è un termine commerciale per prodotti che puliscono, ma che non sono autorizzati a dichiarare un’azione contro i microrganismi;
  • disinfettante: è autorizzato dal Ministero della Salute come presidio medico-chirurgico, oppure come biocida secondo il regolamento europeo 528/2012, e in etichetta riporta il numero di registrazione o di autorizzazione.

Un disinfettante agisce solo se la superficie è già pulita, perché lo sporco protegge i microrganismi dal prodotto, se è diluito come indica l’etichetta e se resta a contatto per il tempo indicato: spruzzarlo e asciugarlo subito non basta.

Chi può svolgere queste attività

Le imprese che svolgono queste attività per conto di terzi devono essere iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane. Per pulizia e disinfezione avviano l’attività con una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), senza requisiti tecnico-professionali dal 2007.

Chi offre disinfestazione, derattizzazione o sanificazione deve avere un responsabile tecnico, e l’attività deve risultare nella visura camerale: è il primo controllo da fare quando un preventivo parla di sanificazione. Gli altri requisiti sono nella guida su come scegliere un’impresa di pulizie.

Quando serve una disinfezione o una sanificazione

In uffici, condomini e alloggi turistici di solito basta la pulizia ordinaria, con un disinfettante autorizzato su sanitari e superfici toccate spesso. Una disinfezione mirata serve dopo una contaminazione evidente, per esempio vomito o sangue; dopo un’infestazione di insetti o roditori serve un’impresa con responsabile tecnico.

Le attività alimentari seguono il proprio piano di autocontrollo HACCP (regolamento CE 852/2004), che comprende il piano di pulizia; le strutture sanitarie seguono i propri protocolli. In questi casi le pulizie si concordano in base a quelle procedure.

Come leggere un preventivo che promette di sanificare

Prima di accettare, chiedi che il preventivo indichi:

  • quale attività del DM 274/1997 viene svolta: pulizia, disinfezione o sanificazione;
  • i prodotti usati, con nome e numero di registrazione o di autorizzazione;
  • superfici e ambienti trattati, e se è prevista una pulizia preliminare;
  • per la sanificazione, il responsabile tecnico dell’impresa e l’attività riportata nella visura;
  • un’attestazione finale con data, ambienti e prodotti, se ti serve documentare l’intervento.

Se il preventivo dice «sanificazione» ma descrive solo un lavaggio con detergente, nella pratica stai comprando una pulizia: confrontalo con le altre offerte su questa base e chiedi che cosa giustifica un prezzo più alto.

Domande frequenti

Quanto dura l’effetto di una disinfezione?

Finché la superficie non viene di nuovo toccata o sporcata. Per questo nei punti usati spesso, come maniglie e sanitari, conta la frequenza degli interventi più del singolo trattamento.

Serve un attestato dopo la sanificazione?

Nessuna norma generale lo prevede per uffici, condomini o alloggi. Se ti serve per clienti, ospiti o controlli, chiedi che riporti data, ambienti, attività svolta e prodotti con il numero di registrazione o di autorizzazione.

Fonti

  • DM 7 luglio 1997, n. 274, articoli 1 e 2
  • Legge 25 gennaio 1994, n. 82
  • Decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, articolo 10, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40
  • DPR 6 ottobre 1998, n. 392, presidi medico-chirurgici
  • Regolamento (UE) n. 528/2012 sui biocidi
  • Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari

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