Guida ai costi
Quanto costa un’impresa di pulizie
Il prezzo di un’impresa di pulizie si presenta come canone mensile, tariffa oraria o prezzo per intervento, ma nasce sempre da un calcolo simile: le ore di lavoro necessarie moltiplicate per un costo orario, più le altre voci dell’impresa e l’IVA. Non esiste un prezzo di mercato ufficiale; esiste invece un riferimento pubblico per la parte più pesante, il costo del personale.
In questa guida trovi il costo del lavoro indicato dalle tabelle del Ministero del Lavoro, il metodo per passare dalle ore al canone con esempi per un ufficio, un condominio e un appartamento turistico, le regole IVA per aziende e condomini e i controlli da fare prima di accettare un preventivo.
Da cosa dipende il prezzo delle pulizie
Un servizio di pulizia è fatto soprattutto di ore di lavoro, quindi un preventivo parte da una stima delle ore necessarie. Le ore dipendono da:
- superficie e numero di ambienti: dieci stanze piccole richiedono più spostamenti di un open space della stessa metratura;
- frequenza: tre interventi a settimana costano più di uno, anche se ciascuno dura meno;
- uso degli spazi: persone presenti ogni giorno, passaggio di clienti, numero di bagni;
- materiali e tipo di sporco: pietra, legno, moquette o residui di lavori richiedono tempi e prodotti diversi;
- orari e accessi: lavorare prima dell’apertura, in ZTL o con il ritiro delle chiavi aggiunge tempo e organizzazione.
Alle ore si sommano prodotti e attrezzature, la gestione del servizio (referente, sostituzioni, spostamenti), i costi per la sicurezza dei lavoratori, l’utile dell’impresa e l’IVA.
Il costo del lavoro nelle tabelle del Ministero
Il Ministero del Lavoro pubblica tabelle con il costo medio orario del personale delle imprese di pulizia, disinfestazione e servizi integrati/multiservizi. Le tabelle sono previste dall’articolo 41, comma 13, del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) e si basano sul contratto collettivo nazionale delle imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi. Le imprese artigiane possono applicare un contratto collettivo dell’artigianato, con importi diversi.
Le tabelle in vigore sono quelle del decreto direttoriale n. 25 del 30 marzo 2026, che recepisce il rinnovo del contratto firmato il 13 giugno 2025 e l’accordo integrativo del 6 agosto 2025. I valori cambiano a scadenze fissate: luglio 2025, maggio e ottobre 2026, maggio e dicembre 2027, luglio e ottobre 2028, marzo 2029. Per la provincia di Trento il decreto non prevede una tabella propria, quindi il riferimento è la tabella nazionale.
| Livello | Retribuzione oraria lorda | Costo medio per ora lavorata |
|---|---|---|
| 1° | 8,03 € | 17,99 € |
| 2° (parametro 109) | 8,48 € | 18,80 € |
| 2° (parametro 115) | 8,77 € | 19,34 € |
| 3° | 8,94 € | 19,70 € |
| 4° | 9,45 € | 20,83 € |
| 5° | 10,04 € | 22,13 € |
| 6° | 11,78 € | 25,94 € |
Il costo di un’ora lavorata è più del doppio della retribuzione oraria lorda. Comprende tredicesima e quattordicesima, contributi INPS e INAIL, TFR, previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa. Comprende anche le ore pagate ma non lavorate: su 2.088 ore annue teoriche le tabelle ne considerano lavorate in media 1.573, perché ferie, festività, malattia, permessi e formazione occupano le altre.
2° livello (parametro 109), euro l’ora
- Retribuzione oraria lorda8,48 €
- Costo medio per ora lavorata18,80 €
La tabella indica a parte anche l’IRAP, ma per un’impresa con dipendenti a tempo indeterminato il loro costo è deducibile dalla base imponibile IRAP, quindi questa voce pesa poco. Al costo del lavoro si aggiungono soprattutto prodotti, attrezzature, spese generali e utile.
Come si calcola il canone mensile
Con le ore stimate e una tariffa oraria il canone si ricava in tre passaggi. Negli esempi la tariffa è il solo costo del lavoro del 2° livello (parametro 109), 18,80 € l’ora: così il risultato mostra la parte del prezzo legata al personale.
Un ufficio con tre interventi a settimana
- 6 ore a settimana2 ore per intervento × 3 interventi
- 26 ore al mese6 ore × 52 settimane ÷ 12 mesi
- 488,80 € al mese26 ore × 18,80 € di costo del lavoro
Il calcolo serve soprattutto a leggere un preventivo. Se un’offerta per lo stesso ufficio resta sotto 488,80 € al mese (467,74 € con operatori al 1° livello), prevede meno di 26 ore oppure un costo del lavoro inferiore alla media delle tabelle: in entrambi i casi chiedi come è stato calcolato.
Un esempio per un condominio
Ipotesi: una scala di quattro piani con un passaggio settimanale di un’ora e mezza e la pulizia dei vetri una volta al mese, in un’ora. Le ore al mese sono 1,5 × 52 ÷ 12 = 6,5, più un’ora per i vetri: 7,5 ore. Allo stesso costo orario il lavoro vale 7,5 × 18,80 = 141 € al mese, prima delle altre voci.
Un esempio per un appartamento turistico
Negli affitti brevi si ragiona per cambio. Se un bilocale richiede due ore tra un ospite e l’altro, il solo lavoro vale 2 × 18,80 = 37,60 € a cambio; biancheria e scorte, quando sono comprese, si aggiungono a parte.
Prezzo a ore, a canone o al metro quadro
Lo stesso servizio può essere proposto in modi diversi. Ognuno va letto insieme alle ore e alle attività che copre:
- tariffa oraria: paghi le ore effettivamente svolte; è trasparente se il preventivo indica quante ore servono per ogni intervento;
- canone mensile: un importo fisso calcolato sulle ore stimate, comodo per la contabilità ma da confrontare con le ore e le attività comprese;
- prezzo per intervento: si usa per i cambi negli affitti brevi e per le pulizie una tantum, come quelle di fine cantiere;
- prezzo al metro quadro: si usa per alcune pulizie straordinarie e per i vetri, ma da solo non dice quante ore e quali attività sono comprese.
IVA in sintesi
I servizi di pulizia hanno l’IVA al 22%. Tra imprese e professionisti con partita IVA le pulizie di edifici seguono l’inversione contabile e la fattura arriva senza IVA; il condominio paga l’IVA e trattiene una ritenuta del 4%; un’impresa in regime forfettario non applica l’IVA. Per confrontare due preventivi controlla che indichino gli importi allo stesso modo, IVA esclusa o inclusa.
I casi esclusi dal reverse charge, la ritenuta del condominio, gli enti pubblici e le novità del 2027 sono nella guida su IVA e reverse charge nelle pulizie.
Come confrontare due preventivi
Prima di scegliere, metti le offerte sulla stessa base:
- ore per intervento o al mese, da chiedere anche quando il prezzo è un canone;
- attività e frequenze per ogni ambiente, comprese quelle periodiche come vetri e lavaggi più approfonditi;
- prodotti, attrezzature e materiali di consumo, compresi nel prezzo o a parte;
- extra: come vengono quotati e chi li approva prima dell’esecuzione;
- contratto collettivo applicato al personale, da cui dipende il costo orario;
- adeguamenti del canone ai rinnovi del contratto collettivo o all’indice ISTAT;
- IVA e modalità di fatturazione.
Se un’offerta è molto più bassa delle altre, confronta per prime le ore e le attività comprese. Se coincidono e il prezzo resta molto più basso, chiedi come è stato calcolato. I documenti da chiedere prima di firmare sono nella guida su come scegliere un’impresa di pulizie.
Chiedere un preventivo a Trento
A Trento si applica la tabella nazionale; a cambiare sono i tempi legati al luogo. Accessi in ZTL nel centro storico, parcheggio per scaricare le attrezzature e orari di portinerie o centri commerciali incidono sull’organizzazione e conviene segnalarli nella richiesta.
GoPulizie è un’impresa di pulizie a Trento e prepara il preventivo dopo un sopralluogo, con attività, frequenze e voci separate per gli extra. Trovi i dettagli nelle pagine dedicate a condomini, uffici, hotel, B&B e appartamenti turistici, negozi, capannoni e magazzini, fine cantiere e vetri.
Domande frequenti
Il preventivo deve indicare le ore?
Nessuna norma lo impone, ma puoi chiederle: con le ore stimate per intervento verifichi se il prezzo è coerente con il costo del lavoro e confronti offerte diverse sulla stessa base.
Le tabelle ministeriali sono un prezzo minimo obbligatorio?
No. Indicano il costo medio di un’ora di lavoro secondo il contratto collettivo del settore e nelle gare pubbliche sono il riferimento per valutare il costo del personale. In un contratto tra privati servono a capire se un prezzo è sostenibile.
Il canone può aumentare durante il contratto?
Dipende soprattutto dal contratto, che può legare il canone ai rinnovi del contratto collettivo o all’indice ISTAT. Senza una clausola resta l’articolo 1664 del codice civile, che vale solo per aumenti imprevedibili: gli aumenti già fissati dal decreto del 2026 fino a marzo 2029 difficilmente lo sono. Le clausole da scrivere sono nella guida sul contratto di pulizie.
Fonti
- Ministero del Lavoro, decreto direttoriale n. 25 del 30 marzo 2026: costo medio orario del personale delle imprese di pulizia, disinfestazione e servizi integrati/multiservizi
- D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), articolo 41, comma 13
- D.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, articolo 11, comma 4-octies (IRAP)
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, commi 58 e 67 (regime forfettario)
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633, articolo 17, comma 6, lettera a-ter
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, articolo 25-ter
