Guida ai costi

IVA sulle pulizie: reverse charge, condominio, ritenuta del 4% e forfettari

A cura di GoPulizie · Aggiornata il

I servizi di pulizia hanno l’IVA ordinaria al 22%, ma la fattura cambia molto a seconda di chi la riceve. Un’azienda riceve una fattura senza IVA, un condominio la paga e in più trattiene una ritenuta, un privato paga il totale. Chi confronta due preventivi deve sapere quale caso lo riguarda.

Questa guida spiega l’inversione contabile tra imprese, i servizi che ne restano fuori, la fattura al condominio con la ritenuta del 4%, il caso delle imprese in regime forfettario e quello degli enti pubblici. Per la contabilità della tua attività fai sempre riferimento al commercialista.

La fattura cambia con il cliente

Come viene fatturato un servizio di pulizia di edifici
ClienteFatturaCosa fa il cliente
Impresa o professionista con partita IVASenza IVA, con l’annotazione inversione contabileIntegra la fattura con l’IVA e la registra sia negli acquisti sia nelle vendite
CondominioCon IVA al 22%Paga trattenendo la ritenuta del 4% e la versa all’Erario
Privato senza partita IVACon IVA al 22%Paga il totale
Ente pubblico, per l’attività istituzionaleCon IVA, in regime di scissione dei pagamentiPaga l’imponibile all’impresa e versa l’IVA direttamente all’Erario
DPR 633/1972, articoli 17 e 17-ter; DPR 600/1973, articolo 25-ter; Agenzia delle Entrate, circolari 14/E e 37/E del 2015.

Per un’azienda che può detrarre l’IVA il reverse charge non cambia il costo finale: l’imposta viene registrata due volte e si compensa. Per questo i preventivi alle aziende si confrontano IVA esclusa.

Quali pulizie rientrano nel reverse charge

L’inversione contabile riguarda i servizi di pulizia relativi a edifici, resi a un cliente che è soggetto passivo IVA. Secondo le circolari dell’Agenzia delle Entrate del 2015 comprende la pulizia generale e quella specializzata di edifici, come uffici, negozi, capannoni, scale e vetri.

Restano fuori, e si fatturano con l’IVA nel modo ordinario:

  • le pulizie specializzate di impianti e macchinari industriali;
  • derattizzazione, spurgo di fosse e rimozione della neve;
  • la pulizia di terreni, parcheggi, piscine e giardini, salvo che siano parte integrante dell’edificio.

Se un contratto comprende servizi diversi, in fattura le voci in reverse charge vanno distinte da quelle con IVA ordinaria. La rimozione della neve dagli ingressi, per esempio, va indicata a parte: le regole sugli ingressi in inverno sono nella guida su neve e sale antighiaccio.

Condominio: IVA e ritenuta del 4%

Il condominio non svolge attività d’impresa e non ha partita IVA, quindi non può applicare il reverse charge: la fattura dell’impresa di pulizie comprende l’IVA al 22%. Il condominio però è sostituto d’imposta: quando paga un appalto di servizi resi nell’esercizio d’impresa, e le pulizie lo sono, trattiene una ritenuta d’acconto del 4%.

L’amministratore versa le ritenute con il modello F24. Finché l’importo accumulato resta sotto i 500 € il versamento si può rinviare, ma va fatto comunque due volte l’anno, a giugno e a dicembre. Come si divide poi la spesa tra i condòmini è spiegato nella guida sulla pulizia delle scale in condominio.

Imprese in regime forfettario

Un’impresa individuale in regime forfettario non addebita l’IVA in fattura e non applica il reverse charge, nemmeno con un cliente con partita IVA. Se rilascia l’apposita dichiarazione, il condominio non le applica la ritenuta del 4%.

Per un condominio o un privato il confronto tra un’offerta di un’impresa forfettaria e una con IVA va fatto sul totale da pagare. Per un’azienda che detrae l’IVA conta invece l’imponibile.

Enti pubblici: scissione dei pagamenti

Quando un ente pubblico acquista le pulizie per la propria attività istituzionale si applica la scissione dei pagamenti, lo split payment: l’impresa emette fattura con IVA, ma l’ente versa l’imposta direttamente all’Erario. Se invece l’ente acquista nell’ambito di un’attività commerciale ed è debitore dell’imposta in reverse charge, lo split payment non si applica.

Cosa cambia dal 2027

Dal 1° gennaio 2027 le norme sull’IVA, sulle ritenute e sui forfettari vengono riordinate nei nuovi testi unici. Cambiano gli articoli di riferimento: se leggi questa guida dopo quella data, verifica i nuovi rimandi con il commercialista prima di indicarli in fattura.

Il calcolo del prezzo, dalle ore al canone, è nella guida su quanto costa un’impresa di pulizie.

Domande frequenti

Perché la fattura delle pulizie arriva senza IVA?

Perché tra soggetti con partita IVA le pulizie di edifici seguono l’inversione contabile: l’imposta la integra e la registra chi riceve la fattura.

La pulizia di un macchinario va in reverse charge?

No. Secondo l’Agenzia delle Entrate le pulizie specializzate di impianti e macchinari industriali restano fuori dall’inversione contabile e si fatturano con l’IVA ordinaria.

Un privato paga la ritenuta del 4%?

No. La ritenuta la applica il condominio, che è sostituto d’imposta; il privato paga la fattura con l’IVA.

Fonti

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