Guida per condomini e aziende

Cambiare impresa di pulizie: disdetta, personale e passaggio di consegne

A cura di GoPulizie · Aggiornata il

Si cambia impresa di pulizie quando il servizio non funziona, quando il prezzo non è più in linea con il lavoro svolto o quando cambiano gli spazi da pulire. Il passaggio richiede di chiudere bene il contratto in corso, di sapere che cosa succede alle persone che oggi puliscono i locali e di preparare il primo giorno con la nuova impresa.

Questa guida spiega in che ordine muoversi, chi decide in un condominio, che cosa prevede per il personale il contratto collettivo più diffuso del settore e che cosa farsi consegnare. Le clausole su durata e recesso sono spiegate nella guida sul contratto di pulizie.

Prima di cambiare: contratto e tempi

La data da cui puoi cambiare dipende dal contratto in corso. Controlla durata, eventuale rinnovo automatico, preavviso per la disdetta e penali, e invia la disdetta nei termini con un mezzo che lasci traccia, come la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Se il contratto non dice nulla, valgono le regole del codice civile: per un servizio continuativo senza durata basta un preavviso congruo, mentre chi recede prima della scadenza di un contratto a termine deve tenere indenne l’impresa delle spese, del lavoro eseguito e del mancato guadagno (articoli 1569, 1671 e 1677). Le clausole da scrivere nel nuovo contratto per evitare questi dubbi sono nella guida sul contratto di pulizie.

Se il problema è la qualità, prima di cambiare metti per iscritto le segnalazioni con data e area: all’impresa servono per correggere il servizio e, se non migliora, documentano il motivo della disdetta.

In condominio: chi decide

L’amministratore eroga le spese per i servizi comuni (articolo 1130 del codice civile), mentre l’assemblea approva il preventivo annuale delle spese e il rendiconto (articolo 1135). Alcune sentenze di tribunale, come quella del Tribunale di Milano n. 2198 del 2020, considerano il contratto di pulizia delle parti comuni un atto di ordinaria amministrazione: l’amministratore può quindi incaricare l’impresa senza una delibera specifica, restando nella spesa prevista dal preventivo.

L’assemblea può comunque decidere sul servizio con la maggioranza ordinaria: in prima convocazione la maggioranza degli intervenuti con almeno metà del valore dell’edificio, in seconda la maggioranza degli intervenuti con almeno un terzo del valore (articolo 1136). Il contratto è firmato dall’amministratore per il condominio, quindi il singolo condòmino non può disdirlo da solo: può chiedere che il cambio di impresa sia messo all’ordine del giorno o ricorrere all’assemblea contro una decisione dell’amministratore (articolo 1133).

Per confrontare le offerte in assemblea servono preventivi costruiti sulle stesse attività e frequenze; il metodo è nella guida su quanto costa un’impresa di pulizie.

Che cosa succede agli addetti: la clausola sociale

Chi oggi pulisce i tuoi locali è dipendente dell’impresa uscente. Il contratto collettivo più diffuso del settore, il CCNL Servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi, regola il passaggio all’articolo 4, «Cambio di appalto». Nella versione firmata l’8 giugno 2021:

  • l’impresa uscente comunica ai sindacati, almeno 15 giorni prima del subentro quando è possibile, l’elenco degli addetti, segnalando quelli impiegati stabilmente sull’appalto da almeno quattro mesi, e manda la stessa comunicazione all’impresa entrante;
  • se l’appalto passa a parità di condizioni, l’impresa entrante assume senza periodo di prova gli addetti presenti sull’appalto da almeno quattro mesi prima della cessazione, salvo casi come dimissioni o pensionamenti;
  • se cambiano attività, orari o modalità del servizio, l’assunzione non è automatica: imprese e sindacati cercano un accordo per mantenere l’occupazione, anche con part-time o riduzioni di orario.

Secondo la nota dei sindacati firmatari, il rinnovo del contratto firmato a giugno 2025 non ha modificato l’articolo 4. Esistono però altri contratti collettivi del settore con regole proprie: chiedi alla nuova impresa quale applica.

Il cliente non firma il contratto collettivo, quindi la clausola sociale vincola le imprese. Se vuoi mantenere gli stessi addetti, scrivilo come richiesta nel contratto con la nuova impresa, e tieni conto che un capitolato con orari o attività diversi può far cadere la riassunzione automatica.

Il passaggio di consegne

Il cambio va preparato qualche settimana prima della data di avvio. Concorda con le due imprese:

  • la data dell’ultimo intervento della vecchia impresa e del primo della nuova, senza giorni scoperti;
  • la restituzione di chiavi, badge, codici e telecomandi, con un verbale che li elenchi, e il cambio dei codici se serve;
  • che cosa resta nei locali: prodotti, attrezzature e materiale di consumo dell’impresa uscente vanno ritirati, oppure acquistati con un accordo scritto;
  • il piano delle attività e il calendario aggiornati, comprese le richieste che oggi si danno a voce;
  • un sopralluogo con la nuova impresa per vedere spazi, accessi, depositi e punti critici prima dell’avvio.

Nelle aziende con dipendenti, con la nuova impresa va aggiornata anche la valutazione dei rischi da interferenza: come farlo è spiegato nella guida sul DUVRI per le pulizie. Nelle prime settimane fai un giro dei locali con il referente della nuova impresa e annota per iscritto quello che va corretto.

Domande frequenti

Posso cambiare impresa di pulizie prima della scadenza del contratto?

Sì. Se il contratto prevede un preavviso per il recesso vale quella clausola; se non dice nulla, il committente può recedere anche durante il contratto, tenendo indenne l’impresa delle spese, del lavoro eseguito e del mancato guadagno (articolo 1671 del codice civile).

La nuova impresa deve assumere gli addetti di prima?

Solo se applica un contratto collettivo che lo prevede, come il CCNL Multiservizi, e alle sue condizioni: addetti sull’appalto da almeno quattro mesi e appalto a parità di condizioni. Se attività o orari cambiano, il mantenimento del personale si discute con i sindacati.

In condominio serve una delibera per cambiare impresa?

Secondo alcune sentenze di tribunale no, se il servizio resta ordinario e la spesa rientra nel preventivo approvato. L’assemblea può comunque decidere sul cambio con la maggioranza ordinaria, e ogni condòmino può ricorrere all’assemblea contro le decisioni dell’amministratore.

Fonti

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