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DUVRI per le pulizie: quando serve, chi lo redige e cosa scriverci

A cura di GoPulizie · Aggiornata il

Quando un’azienda affida le pulizie dei propri locali a un’impresa esterna, nello stesso spazio lavorano due datori di lavoro con il proprio personale. L’articolo 26 del d.lgs. 81/2008 stabilisce cosa deve fare il committente: verificare l’impresa, informarla sui rischi, coordinarsi con lei e, nella maggior parte dei casi, redigere un documento sui rischi da interferenza, il DUVRI.

Questa guida spiega chi deve redigerlo, quando non serve, quali interferenze sono tipiche delle pulizie e cosa scrivere nel contratto. La sigla DUVRI non compare nella legge, che parla di un unico documento di valutazione dei rischi, ma è il nome usato da tutti.

Cosa chiede l’articolo 26 a chi affida le pulizie

Gli obblighi riguardano il datore di lavoro committente che affida un servizio all’interno della propria azienda e ha la disponibilità giuridica dei luoghi, per esempio la sede che possiede o che ha in affitto. Sono cinque:

  • verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa, almeno con il certificato di iscrizione alla Camera di commercio e un’autocertificazione dell’impresa;
  • dare all’impresa informazioni dettagliate sui rischi dei locali e sulle misure di prevenzione e di emergenza;
  • cooperare e coordinarsi con l’impresa sulle misure di prevenzione dei rischi che riguardano il lavoro;
  • redigere il DUVRI, salvo i casi esclusi;
  • indicare nel contratto i costi della sicurezza legati alle interferenze.

Da parte sua l’impresa di pulizie deve munire gli operatori di una tessera di riconoscimento con fotografia, generalità e datore di lavoro, e indicare al committente il nome del preposto. I documenti da chiedere a un’impresa prima di firmare sono nella guida su come scegliere un’impresa di pulizie.

Quando il DUVRI non serve

Il comma 3-bis esclude il DUVRI per i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature e i lavori o servizi che non superano cinque uomini-giorno. Gli uomini-giorno sono la somma delle giornate di lavoro necessarie, calcolata sull’arco di un anno dall’inizio del servizio.

Una pulizia straordinaria di un giorno con due operatori vale due uomini-giorno e resta sotto la soglia. Un servizio settimanale, anche di un’ora sola, porta in un anno a 52 giornate di lavoro e la supera.

Le interferenze tipiche delle pulizie

Il DUVRI valuta solo i rischi che nascono dalla presenza contemporanea di persone e attività diverse. Nelle pulizie i casi più frequenti sono questi:

Esempi di interferenze e misure da valutare
InterferenzaMisura da valutare
Pavimenti bagnati in corridoi, ingressi e scale usati da dipendenti e visitatoriCartelli di pavimento bagnato, lavaggio a metà corsia, orari con meno passaggio
Prodotti chimici usati mentre nei locali ci sono altre personeSchede di sicurezza disponibili, aerazione, prodotti chiusi e mai lasciati incustoditi
Cavi di aspirapolvere e lavasciuga lungo i percorsiPrese vicine alla zona di lavoro, cavi sempre sorvegliati
Carrelli elevatori e mezzi in movimento in magazzini e capannoniPercorsi pedonali, zone e orari in cui pulire, abbigliamento ad alta visibilità
Locali con rischi propri: laboratori, locali tecnici, archiviAccesso solo con autorizzazione, attività escluse indicate per iscritto
Emergenze durante il servizio, anche fuori orarioVie di fuga, presidi antincendio, numeri e procedure comunicati agli operatori

Molte interferenze si riducono con l’orario: pulire prima dell’apertura o dopo la chiusura riduce i contatti con il personale. Restano però le procedure di emergenza, che gli operatori devono conoscere anche quando lavorano da soli.

DUVRI, costi della sicurezza e contratto

Il DUVRI va allegato al contratto di appalto e adeguato se cambiano attività, orari o locali. Nel contratto vanno indicati in modo specifico i costi delle misure contro i rischi da interferenza: la legge prevede, se mancano, la nullità del contratto (articolo 26, comma 5). Le altre clausole utili sono nella guida su cosa deve contenere un contratto di pulizie.

L’impresa di pulizie contribuisce con le informazioni sulle proprie attività: prodotti usati e schede di sicurezza, attrezzature, orari, numero di operatori e nome del preposto. Il rischio legato ai prodotti si legge sull’etichetta, come spiega la guida sulle etichette dei detergenti.

Le sanzioni per il committente

L’articolo 55 del decreto punisce il datore di lavoro committente che non verifica l’idoneità dell’impresa con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.424,58 a 6.837,96 €. Se manca la cooperazione o il DUVRI, l’arresto è da due a quattro mesi o l’ammenda da 2.136,86 a 8.547,46 €. Gli importi sono quelli rivalutati nel 2023, indicati nella nota dell’Ispettorato nazionale del lavoro n. 724 del 30 ottobre 2023.

Domande frequenti

Chi redige il DUVRI, il committente o l’impresa di pulizie?

Lo redige il datore di lavoro committente. L’impresa di pulizie fornisce le informazioni sulle proprie attività e partecipa al coordinamento.

Serve il DUVRI per una pulizia straordinaria di un giorno?

Di norma no, se il servizio non supera cinque uomini-giorno e non comporta i rischi particolari indicati dalla norma. Restano la verifica dell’impresa, le informazioni sui rischi dei locali e il coordinamento.

Un libero professionista senza dipendenti deve fare il DUVRI?

Gli obblighi dell’articolo 26 riguardano il datore di lavoro committente. Se nello studio non lavorano dipendenti o persone equiparate, verifica il tuo caso con il consulente per la sicurezza.

Fonti

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