Guida per fine lavori

Residui di cemento e stucco sulle piastrelle: come toglierli dopo i lavori

A cura di GoPulizie · Aggiornata il

Dopo la posa di pavimenti e rivestimenti resta spesso sulle piastrelle una patina opaca, il velo di cemento lasciato da stucchi e collanti. Il detergente di tutti i giorni non la toglie, e un pavimento appena posato sembra già sporco.

Questa guida spiega come si toglie il velo di cemento da gres porcellanato e ceramica, quanto aspettare dopo la stuccatura, che cosa cambia con lo stucco epossidico e quali materiali non vanno trattati con gli acidi, compresi marmo e vetri.

Il lavaggio acido del velo di cemento

Per i residui cementizi i produttori indicano detergenti a base acida tamponata, formulati per il lavaggio di fine cantiere e adatti a gres porcellanato, ceramica smaltata, cotto, klinker e agli altri materiali resistenti agli acidi. Il vademecum Ceramica Amica, pubblicato su ceramica.info, descrive il lavaggio acido dopo la posa come il passaggio che elimina i residui di cantiere: colla, pittura e polvere. Le schede tecniche di Mapei e Fila descrivono una procedura simile:

  • spazza o aspira bene il pavimento;
  • bagna prima con acqua la superficie, in particolare se è assorbente come il cotto;
  • stendi il prodotto diluito, di solito da 1:5 a 1:10, su pochi metri quadrati alla volta;
  • lascia agire pochi minuti, circa 5 secondo la scheda Mapei, senza farlo asciugare;
  • strofina con monospazzola, tampone o spugna abrasiva, insistendo nelle zone più incrostate;
  • raccogli la soluzione con un aspiraliquidi o con panni e risciacqua più volte con abbondante acqua pulita.

Mapei avverte di non lasciare il prodotto troppo a lungo sulle fughe e di risciacquare bene, perché i residui possono alterarne il colore nel tempo. Non lavorare su piastrelle molto calde, per esempio esposte al sole d’estate: secondo Panaria l’azione dei prodotti chimici diventa più aggressiva. Fila indica una temperatura del materiale tra 5 e 30 °C.

Quanto aspettare dopo la stuccatura

Il lavaggio acido si fa sullo stucco cementizio indurito, ma i tempi indicati dai produttori non coincidono:

Attesa prima del lavaggio acido secondo alcuni produttori
FonteIndicazione
Vademecum Ceramica Amica (2021)Almeno 24-48 ore per stucchi a presa e asciugamento rapidi, comunque secondo il produttore dello stucco
Mapei, scheda UltraCare KeranetSu stucco completamente indurito: da 1 a 10 giorni secondo il tipo di stucco cementizio
Panaria CeramicaDopo 4-5 giorni ed entro 10 giorni dalla stuccatura
EmilceramicaNon più di 48 ore dalla stuccatura

I tempi dipendono dal tipo di stucco: chiedi al posatore quale ha usato e segui la sua scheda tecnica.

Stucco epossidico: va tolto da fresco

Gli stucchi epossidici induriscono in fretta, a volte in pochi minuti, e una volta induriti sono molto difficili da togliere. Le piastrelle vanno pulite subito dopo la stuccatura: per il suo Kerapoxy CQ, per esempio, Mapei indica un lavaggio finale entro 15-20 minuti.

Per gli aloni epossidici già induriti servono detergenti appositi, diversi dagli acidi per il cemento, come Mapei UltraCare Kerapoxy Cleaner o Fila CR10. Le schede li indicano per gres porcellanato, ceramiche smaltate e mosaici di vetro, e li escludono su legno, materiali assorbenti e vasche in metacrilato. Se l’alone resta, Panaria consiglia di contattare il produttore dello stucco.

Marmo, pietre calcaree e smalti delicati

Le schede dei detergenti acidi escludono il marmo lucido, le pietre calcaree in genere, i materiali a base di calcare e le piastrelle in graniglia cementizia; Mapei esclude anche ceramiche e vasche con smalti non resistenti agli acidi. Su questi materiali il lavaggio di fine cantiere si fa con un detergente neutro: Fila, per esempio, indica il proprio diluito 1:30 per il dopo posa di marmo, travertino, granito e agglomerati lucidi. La manutenzione di tutti i giorni è spiegata nella guida su come pulire marmo e pietra.

Prima di usare qualsiasi prodotto, prova la diluizione su una piccola porzione nascosta, come chiedono le schede dei produttori. Le schede attuali di Mapei e Fila dichiarano che i loro acidi tamponati non rovinano acciaio e alluminio, mentre gli acidi forti non tamponati, come l’acido muriatico, possono ossidare acciaio inox e granito.

Vetri e serramenti

Sul vetro il cemento è un problema diverso. Malta, intonaco e boiacca sono alcalini e, se non vengono sciacquati subito con molta acqua, corrodono il vetro e lo rendono opaco: per questo i produttori di vetro, come AGC e Glas Trösch, chiedono di lavarli via già durante il cantiere.

Alla pulizia finale non si lavora mai a secco: prima si bagna e si risciacqua per togliere la polvere abrasiva, poi si lava. AGC ammette un raschietto apposito o una lama per staccare residui di sigillante, stucco o cemento, con molta attenzione per il rischio di graffi, e lo esclude su vetri con rivestimenti o finiture speciali, acidati o sabbiati; altri produttori, come Cardinal, sconsigliano del tutto le lame. Vanno evitati i prodotti molto acidi o molto alcalini e quelli con acido fluoridrico. Se i vetri hanno trattamenti superficiali, segui le istruzioni del produttore.

Domande frequenti

Posso usare l’acido muriatico per togliere il cemento?

Meglio di no. I produttori indicano detergenti acidi tamponati formulati per il dopo posa, e Fila mostra esempi di granito e acciaio inox ossidati dopo l’uso di acido muriatico, e su marmo e pietre calcaree non va usato nessun acido.

Dopo il lavaggio restano aloni bianchi: cosa faccio?

Una causa possibile è la soluzione lasciata asciugare: Emilceramica avverte che la patina essiccata rende inutile il lavaggio e chiede risciacqui ripetuti fino a togliere tutto il residuo acido. Se l’alone resta, chiedi al posatore che stucco ha usato e il prodotto indicato dal produttore.

Fonti

Tutte le guide